06 Oct, 2026 - 12:05

Oltre gli scontri e gli incendi: in Francia la vera protesta è contro una promessa infranta

Oltre gli scontri e gli incendi: in Francia la vera protesta è contro una promessa infranta

Proteste, incendi, scontri con la polizia, scuole superiori chiuse e migliaia di arresti. Le immagini che arrivano dalla Francia mostrano una mobilitazione che, nel giro di pochi giorni, è diventata sempre più diffusa. La protesta è partita dalle scuole ma non si è fermata davanti ai loro cancelli. Si è intrecciata con lo sciopero dei dipendenti pubblici, con le richieste dei vigili del fuoco, con le preoccupazioni degli universitari e con il confronto attorno al bilancio del 2027. Le ragioni non sono identiche e le mobilitazioni non costituiscono un movimento unico e perfettamente coordinato ma indicano un malcontento diffuso. 

Dalle scuole alla protesta nazionale

Le prime mobilitazioni studentesche sono iniziate il 21 settembre 2026 al Lycée Saint-Exupéry di Créteil, nella periferia sudorientale di Parigi. Gli studenti si sono mobilitati per protestare contro la carenza di insegnanti e la mancanza di risorse adeguate. Nei giorni successivi, la protesta si è estesa ad altre scuole e poi a diverse parti del paese.

Le specifiche richieste cambiano a seconda delle scuole e delle regioni ma alcuni temi sono ricorrenti: classi sovraffollate, mancanza di insegnanti e personale, edifici deteriorati, orari pesanti e risorse insufficienti. Non si tratta soltanto di disagi occasionali. Per molti studenti, queste condizioni descrivono la normalità quotidiana della scuola in cui dovrebbero prepararsi agli esami e costruire il proprio futuro.

Le manifestazioni hanno interessato circa un terzo dei licei francesi, anche se il numero degli istituti effettivamente chiusi o parzialmente chiusi è stato inferiore. 

Un malessere che guarda al futuro

Tutto indica un malessere generazionale, anche se non mancano divergenze e rivendicazioni differenti. La protesta parte dalla scuola ma il suo messaggio è più ampio di una semplice richiesta di miglioramento delle condizioni attuali o di uno stanziamento maggiore di risorse.

Gli studenti contestano ciò che incontrano ogni giorno nelle aule ma protestano anche contro ciò che la scuola rappresenta, ovvero la promessa di un futuro più stabile, di una formazione capace di garantire opportunità e di un sistema pubblico in grado di ridurre le disuguaglianze.

Per questo il problema non riguarda soltanto le risorse disponibili oggi. Riguarda anche il timore che il contenimento della spesa renda più difficile affrontare domani problemi già evidenti: la carenza di personale, l’aumento delle disuguaglianze territoriali, il costo degli studi e degli alloggi e l’accesso al mercato del lavoro.

Il bilancio al centro dello scontro

La Francia sta cercando di ridurre il deficit pubblico al 5 per cento del PIL nel 2027 e, per farlo, il governo ha previsto una serie di misure per contenere la spesa. La legge di bilancio per il 2027 è diventata un nodo che unisce studenti, sindacati e altri gruppi che contestano le possibili conseguenze delle scelte del governo sui servizi pubblici, sull’istruzione, sugli stipendi e sulle condizioni di lavoro.

La stretta di bilancio non significa necessariamente che ogni settore subirà una riduzione nominale delle risorse. Il problema, secondo i critici, è che gli aumenti previsti potrebbero non essere sufficienti a compensare l’inflazione e l’aumento dei costi. 

La bozza di bilancio per il 2027, presentata l'1 ottobre, prevede per l’istruzione un aumento dell’1,7 per cento, fino a 65,53 miliardi di euro, esclusi i trattamenti pensionistici degli insegnanti. L’incremento è però inferiore all’inflazione e, in termini reali, equivale quindi ad una contrazione delle risorse disponibili.

La protesta dei dipendenti pubblici

Le proteste studentesche sono esplose nello stesso periodo in cui altri settori della società francese manifestavano il proprio malcontento. Il 29 settembre i dipendenti pubblici hanno scioperato contro un nuovo congelamento degli stipendi previsto dal governo per il 2027.

Le ragioni dello sciopero non riguardano soltanto gli stipendi. I sindacati denunciano la perdita di potere d’acquisto, la carenza di personale e il progressivo aumento della pressione sui lavoratori. 

Alla mobilitazione del 29 settembre hanno partecipato anche i vigili del fuoco. Dopo gli incendi che hanno colpito diverse aree della Francia durante l’estate,  hanno chiesto un adeguamento delle risorse, nuove assunzioni e il finanziamento di nuove attrezzature. I rappresentanti dei vigili del fuoco ritengono che le difficoltà di organico influiscano direttamente sulle condizioni di intervento. 

Le università

La mobilitazione si è estesa anche alle università, ampliando ulteriormente il significato della protesta. In questo caso le contestazioni hanno riguardato la complessità delle procedure di ammissione e il costo degli studi. A questi temi si sono aggiunte le preoccupazioni per il costo degli alloggi e per il sostegno agli studenti. 

La Francia non sta vivendo una protesta unica e perfettamente coordinata. Tuttavia, le contestazioni sembrano essere diventate un contenitore nel quale confluiscono malesseri differenti. Le ragioni degli studenti non coincidono con quelle dei dipendenti pubblici, dei vigili del fuoco o degli universitari. Tuttavia, tutte queste mobilitazioni si inseriscono nella stessa fase di forte tensione attorno alla spesa pubblica, ai servizi e al costo della vita. È questo il punto che va oltre le immagini degli incendi e degli scontri.

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