"Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti". Basterebbe partire da questa celebre frase pronunciata dall'ex allenatore del Milan e della nazionale, Arrigo Sacchi, per capire quanto il calcio sia centrale nel nostro Paese. Non è solo una questione di sport, ma un fattore culturale che si è tramandato di generazione in generazione. E, soltanto fino a qualche anno fa, pensare che sarebbe stato superato dal tennis era pura follia. Lo "sport della racchetta" era un qualcosa di Serie B, adatto a chi non sapeva giocare a calcio e, dunque, integrarsi pienamente nella società. Ma le cose, si sa, cambiano in fretta e il recente sorpasso testimonia una svolta epocale.
Per la prima volta in assoluto la FIGC non è più quella con il maggior numero di tesserati, superata dalla FITP, la Federazione italiana tennis e padel. Ma la storia non finisce qui. Il tennis ha scavalcato il "pallone" anche in termini di ricavi, creando un vero e proprio impero inarrestabile. Merito dei risultati sportivi di Jannik Sinner e delle evidenti difficoltà del nostro calcio? Spiegarlo in questo modo sarebbe riduttivo, dato che dietro la rivoluzione si nascondono una serie di manovre e intuizioni che hanno portato il tennis all'apice del successo.
I dati parlano chiaro: il numero di tesserati in Italia è cresciuto ancora, arrivando a toccare il record storico di 6.069.891. Di questi la Federtennis ne conta 1.162.477, mentre la FIGC "solo" 1.123.054. Insomma, per oltre un secolo il calcio è stato considerato lo sport nazionale del nostro Paese, mentre oggi, almeno stando ai numeri, non è più così. Parlare del fenomeno Sinner è inevitabile, dato che il campione azzurro ha portato il nostro tennis dove probabilmente non era mai stato.
Un exploit che ha riempito gli stadi di tutto il mondo, creando un indotto economico straordinario. Va poi considerato l'effetto di Jannik sull'intero movimento, sui tanti ragazzi che si sono avvicinati a questo mondo soltanto grazie a lui. Tuttavia, il numero due del mondo non basta per spiegare il sorpasso sul calcio. Quando Angelo Binaghi è diventato presidente della FIT nel 2001 gli iscritti erano appena 130mila, ben nove volte inferiori a quelli di oggi.
La Federazione si è rimboccata le maniche, facendo quello che non è mai riuscito ai colleghi e rivali della FIGC. Investimenti nei circoli, formazione degli allenatori e organizzazione dei grandi eventi sono solo alcuni dei punti di svolta che il tennis ha saputo trovare. Gli Internazionali di Roma sono cresciuti esponenzialmente, mentre dal 2021 Torino è diventato il centro del tennis mondiale grazie alle ATP Finals.
Ma per instaurare una nuova mentalità, che scardini il dominio del calcio per aprire le porte a un nuovo inizio, serve partire dai più giovani. Così ha fatto la FITP, entrando nelle scuole italiane grazie al progetto "Racchette in classe" nato nel 2014. Dieci anni dopo, nel 2024, il progetto ha registrato oltre 700mila tesserati, dato che ci fa comprendere il suo successo.
D'altronde per arrivare in alto serve partire dal basso, così come fatto anche con il padel. Questo sport è cresciuto alla velocità della luce, superando i 200mila tesserati nel 2024. I ricavi sono cresciuti sotto tutti gli aspetti e, non a caso, anche qui la FITP ha effettuato il sorpasso: 240 milioni di introiti contro i 214 del calcio.
Ma tutto questo significa che il tennis viene praticato da più persone rispetto al calcio? O che il sorpasso è avvenuto anche in termini di spettatori? Non esattamente. Il calcio resta lo sport più seguito in Italia ed è bene precisare che il record riguarda il numero di tesserati, non quello dei praticanti abituali. Allo stesso tempo, il numero di società sportive racconta lo stesso scenario: nel 2024 la FIGC ne contava quasi 11mila contro le 4mila della FITP.
Nonostante ciò, il sorpasso nel numero di tesserati è un segnale che non può essere ignorato. Il tennis sta crescendo con una velocità incalcolabile e non è detto che, nei prossimi anni, non possa strappare altri record al calcio. La FIGC è avvisata e la brutta figura sulla corsa alla presidenza ha restituito l'immagine di un movimento in grande difficoltà.