Il flusso migratorio che alla fine di luglio ha interessato Ceuta ha riportato al centro dell’attenzione le enclavi spagnole in Nord Africa. La crisi ha riaperto questioni che riguardano la gestione delle frontiere europee, la sicurezza e i rapporti tra Spagna e Marocco.
Fra il 30 e il 31 luglio, in poche ore, decine di migliaia di persone hanno cercato di raggiungere Ceuta dal Marocco via terra e via mare. Le autorità spagnole hanno riferito di oltre 70mila ingressi e di migliaia di persone che sono state successivamente rimandate in Marocco.
Ceuta e Melilla sono due città autonome spagnole che si trovano sulla costa nord dell’Africa. Costituiscono gli unici confini terrestri tra l’Unione europea e il continente africano essendo circondate dal territorio marocchino. Il loro posizionamento geografico le rende snodi sensibili delle rotte migratorie verso l’Europa ma anche luoghi in cui si intrecciano questioni di sovranità, controllo delle frontiere e diplomazia.
Entrambe le città sono sotto la sovranità della Spagna e Madrid esercita su di loro competenze amministrative e governative. Ceuta e Melilla fanno parte dell’Unione europea e sono sottoposte ad un regime speciale dell’area Schengen. I collegamenti marittimi e aerei con la Spagna continentale e con gli altri paesi Schengen, infatti, prevedono controlli specifici.
Ceuta fu conquistata dai portoghesi nel 1415. Nel 1640, in seguito alla caduta dell’Unione Iberica, il territorio rimase sotto il controllo della Spagna. Melilla, invece, finì sotto il dominio spagnolo nel 1497.
La Spagna considera questa continuità storica una conferma della piena appartenenza delle due città al territorio nazionale. La Costituzione spagnola del 1978 ne garantisce la rappresentanza parlamentare e prevede la possibilità di un’autonomia più ampia. Il loro attuale status di città autonome è disciplinato dagli statuti di autonomia approvati nel 1995.
Il Marocco non riconosce la sovranità spagnola su Ceuta e Melilla. Per Rabat, le due città sono legate ad una questione più ampia di sovranità territoriale e rappresentano ciò che resta della presenza coloniale europea in Nord Africa.
La disputa, tuttavia, non impedisce una cooperazione pragmatica tra Marocco e Spagna. I due paesi collaborano nella gestione dei flussi migratori, nella sicurezza e nei rapporti commerciali. Il Marocco svolge un ruolo importante nel contenimento delle partenze e dei tentativi di attraversamento della frontiera, mentre Madrid considera la cooperazione con Rabat essenziale per controllare il proprio confine meridionale.
Questa collaborazione non è esente da eventuali crisi, soprattutto durante le fasi di maggiore tensione politica. Un aumento degli arrivi, un deterioramento delle relazioni diplomatiche o una decisione percepita come ostile da una delle due parti può far diventare questi territori uno strumento di pressione.
L’appartenenza di Ceuta e Melilla all’Unione europea non fornisce comunque alle due città lo stesso regime di frontiera della Spagna continentale. L’adesione della Spagna all’area Schengen è avvenuta nel 1991 ed è divenuta operativa nel 1995. Per le due enclavi è stato però mantenuto un sistema speciale di monitoraggio.
Il meccanismo prevede un doppio controllo. Il primo si trova alla frontiera terrestre con il Marocco. Il secondo viene effettuato quando una persona lascia Ceuta o Melilla per raggiungere la Spagna continentale o altri paesi dell’area Schengen. Poiché le due città sono collegate alla penisola soltanto via mare o via aerea, tutti i viaggiatori devono essere identificati dalla polizia nazionale nei porti o negli aeroporti.
Questo comporta che l’eventuale ingresso irregolare in una delle enclavi non equivalga automaticamente all’ingresso nel resto del territorio europeo. Il sistema è stato pensato per impedire che le due città diventino un corridoio diretto verso l’Europa senza controlli.