Molto futuro, molto Musk: per l’uomo più ricco al mondo, nonché il più visionario degli imprenditori, l’avvenire dell’umanità sarà ben presto rivoluzionato dalle nuove tecnologie.
La vita come l’abbiamo vissuta e pensata finora sarà totalmente stravolta.
Nella storia dell’umanità, probabilmente, un passaggio storico come lo prevede Musk (tra non molto: cinque anni) è stato vissuto solo poco più di un secolo fa, quando l’uomo capì come utilizzare l’elettricità, come distribuire in maniera capillare ed efficace l’energia elettrica. La possibilità di accendere la luce, di illuminare o riscaldare immediatamente e senza sforzi un ambiente, e poi di accendere gli elettrodomestici e con loro ogni tipo di macchina industriale fino ai computer e agli smartphone, secondo molti studiosi, è stato il vero fatto che ha spaccato in due la storia dell’umanità.
Altro che la scoperta della scrittura che convenzionalmente separa la preistoria dalla storia o la nascita di Cristo che ha fatto segnare gli anni precedenti con l’etichetta a. C. e quelli dei secoli successivi con la dicitura d. C.
Ora ci sarà nuovamente un prima e un dopo.
Guardatevi intorno, perché nulla sarà più come adesso: l’Intelligenza artificiale e i robot stravolgeranno il nostro quotidiano.
E anche il lavoro umano, nel giro di quindici anni, non sarà più lo stesso: addirittura, prevedendo una nuova età dell’oro, Musk, in un’intervista che ha concesso all’Economist, si è spinto a dire che la fatica sarà opzionale. Che la stessa moneta, per come l’abbiamo conosciuta finora, perderà la sua funzione.
Molto futuro, molto Musk, quindi. Oppure molto futuro, troppo ottimismo alla Musk?
Anche perché, qualche mese dopo l'intervista all'Economist, mister X si è trovato d'accordo con altri big dell'Intelligenza artificiale a dire che forse è meglio rallentarne la ricerca.
Nel dialogo con la direttrice dell’Economist Zanny Minton Beddoes, Musk ha delineato un mondo nel quale l’AI potrebbe superare l’intelligenza umana collettiva entro cinque anni e i robot renderebbero il lavoro quasi completamente opzionale entro il decennio successivo.
Tuttavia, la previsione più radicale riguarda il denaro.
Secondo il tycoon, entro il 2036, la produzione combinata di robot e sistemi di Intelligenza artificiale potrebbe diventare talmente abbondante da rendere la moneta quasi priva di significato.
Se macchine autonome fossero in grado di produrre beni e servizi in quantità pressoché illimitata, il valore economico non dipenderebbe più dal lavoro umano, ma dall’accesso all’energia, alle materie prime, ai dati e alle infrastrutture necessarie per alimentare questi sistemi.
Ora: decidete voi se questo è uno scenario più affascinante o più inquietante.
Tutta la vita dell’uomo si è sempre basata sul lavoro. Basti citare la Genesi. Quando Dio caccia Adamo ed Eva dal Giardino dell’Eden, non dice ad Adamo
Ma tant’è. Anche Musk si rende conto che l’abbondanza di risorse non garantisce automaticamente una distribuzione equa.
Chi controllerà i robot, i semiconduttori, i centri di calcolo e le reti energetiche potrebbe accumulare un potere superiore a quello esercitato oggi dai grandi Stati.
La domanda decisiva, quindi, non è soltanto se l’AI produrrà abbastanza ricchezza, ma chi potrà stabilire come distribuirla.
Ora: a noi italiani, sembrerà evocare una sorta di Reddito di cittadinanza universale, ma Musk immagina anche una transizione nella quale i governi dovrebbero sostenere i cittadini attraverso forme di sostegno con trasferimenti pubblici.
Del resto, le assonanze con le previsioni di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono state notate anche dallo stesso ex capo politico del Movimento Cinque Stelle:
ha scritto Grillo su Facebook.
Ma un mondo senza lavoro sarebbe anche un mondo senza gerarchie. E potrebbe diventare una società discopica nella quale la libertà materiale di milioni di persone dipende dalle decisioni di un ristretto gruppo di imprenditori.
Il paradosso è che Musk denuncia i rischi dell’Intelligenza artificiale, compresa la possibilità che robot avanzati possano minacciare l’umanità, ma nello stesso tempo considera inarrestabile la corsa allo sviluppo.
Per questo, la sua proposta è affidare la sicurezza alla cooperazione tra le aziende di AI concorrenti, con test incrociati sui nuovi modelli e un eventuale intervento dei governi in caso di pericolo.
È una soluzione pragmatica, ma che solleva interrogativi sulla legittimità democratica di un sistema nel quale le imprese tecnologiche diventano anche arbitri della sicurezza globale.
Il futuro personale di Musk sarà probabilmente legato alla capacità di coordinare i suoi diversi imperi: Tesla per la mobilità e la robotica, SpaceX per lo spazio, Starlink per le comunicazioni satellitari, xAI per l’intelligenza artificiale, X per la comunicazione social.
Le sue aziende non vendono soltanto prodotti: gestiscono reti, dati, capacità industriale e servizi strategici. Resta però il fattore politico.
Sempre nell’intervista all’Economist, Musk ha ammesso di essersi fatto coinvolgere troppo dalla politica, ma ha difeso le proprie posizioni su immigrazione, Europa e guerra in Ucraina.
E comunque: quando è stato incaricato da Trump di presiedere il Doge, il dipartimento per l’efficienza dell’amministrazione pubblica, ha fatto più guai che altro, tanto che il dipartimento è stato chiuso nel luglio del 2026.
A certificare il suo fallimento è stato il Government Accountability Office: in versione mani di forbice, Musk vantava di aver fatto risparmiare 110 miliardi, ma il Gao ha sottolineato che non c’è alcuna trasparenza né attendibilità nelle cifre riportate.
All’inizio, il tycoon aveva promesso addirittura di far risparmiare qualcosa come duemila miliardi di dollari ogni anno chiudendo programmi di governo considerati inefficienti e tagliando posti di lavoro. Ma tra costi legali per contrastare nei tribunali chi ha fatto ricorso e le riassunzioni che sono state fatte quando, ad esempio, ci si è accorti che senza controllori di volo gli aerei rischiano di schiantarsi l’uno contro l’altro, i risultati sono stati davvero negativi.
Come dire: alla prova con la realtà politica e amministrativa, molto Musk, molto fumo, poco arrosto. E ora chissà come andrà con le sue nuove previsioni.